Gente di Fotografia n.65 – portfolio

Ilaria Ferretti sul n.65 di Gente di Fotografia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il n.65 di GENTE DI FOTOGRAFIA ha dedicato una sezione portfolio a Ilaria Ferretti con la sua serie BESTIARIO, bellissimo testo di Oscar Meo.

Alcuni soggetti della serie erano stati esposti nella collettiva Bestiari presso il Centro PHOS, maggio 2013.

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Nicola Lo Calzo a Light Work – Syracuse NY

Young campesinos washing their horse before sunset, in the rio La Pastora, close to the city of Trinidad.Nicola Lo Calzo nominato artist-in-residence Light Work 2017 a Syracuse NY.

Il Centro PHOS ha accolto in mostra il suo progetto MORGANTE, una personale inaugurata a febbraio 2011.

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ILARIA FERRETTI – Bestiario. Manuale di cucina

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“Amo il bello ed il buono ovunque si trovino e mi ripugna di vedere straziata, come suol dirsi, la grazia di Dio”. Così Pellegrino Artusi conclude l’introduzione al suo intramontabile manuale, La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. Con le stesse parole Ilaria Ferretti dà inizio al suo Bestiario, una spettacolare sequenza di immagini, citazioni, testi, con la quale l’artista cerca di trovare l’impossibile conciliazione tra due amori paralleli e contrapposti. Da un lato il “suo” paesaggio, la tradizione, la buona cucina, e tutto l’idillio apparente e la violenza implicita che li rendono possibili (e che già spaccavano il cuore a Giacomelli). Dall’altro l’insostenibile empatia con le vittime di quella invisibile brutalità, in questo caso gli animali destinati al macello, così come in altri suoi lavori erano i luoghi di estrazione martoriati dall’uomo o addirittura gli edifici assaliti dal tempo e dall’incuria. Per tenere insieme due sentimenti così diversi, eppure così presenti in ognuno di noi, Ferretti ha bisogno di un linguaggio fotografico estremo, dove il contesto naturale si nasconde in un’oscurità quasi impenetrabile e il colore dei soggetti diventa bianco e astratto, come fosse quello delle loro “anime”. Al primo sguardo queste foto fanno venire in mente le luci bruciate dei gruppi di Giacomelli, ma poi lentamente ci si rende conto che il lavoro di Ferretti ha un carattere terribilmente originale e site specific, frutto di un’introspezione feroce che attraversa in un unico percorso l’anima e il genius loci. Per comprenderlo bisogna concentrarsi soprattutto su quello che l’autrice cancella. La bellezza del paesaggio offuscata dalla voglia prevalente di “mettere in luce” i soggetti del suo bestiario. Il colore e la fisicità degli animali ritratti, bianchi e immacolati come l’anima che l’artista riconosce in loro. Gli animali poi sono spesso di spalle, non hanno faccia, marciano verso una destinazione persa nel buio eppure resa fin troppo ovvia dalle citazioni dell’Artusi. E infine il [buon] cibo, che aleggia come una promessa e una minaccia nelle parole sottratte all’esperto e nel futuro dei capi di bestiame ma non si vede mai. Ferretti non intende denunciare. Ha empatia ma è allo stesso tempo crudele, toglie i colori al pavone, non consente ai buoi di consolarci brucando il pascolo, racconta l’oca solo come un ammasso ben distribuito attorno al suo gustoso fegato. Isola la “bellezza” dei gruppi, la sospende in un magma scuro e la rende astratta, strappata al terreno. Oltre che sui suoi animali Ferretti lavora sull’idea stessa di fotografia, ne stressa i procedimenti tradizionali spingendola con consapevolezza in un territorio artistico nuovo, dove immagine fotografica, reportage, pittura, disegno, arte (apparentemente) digitale si confondono e si consolidano a vicenda. Tra gli aspetti più impressionanti di questo progetto c’è la capacità della fotografa di “mettere in posa” (inconscia) gli animali: “attraversano” l’inquadratura come se volessero in qualche modo sfuggire al buio che li opprime, si guardano intorno in cerca di uno spiraglio, ma soprattutto quando si tratta di soggetti singoli sembrano dialogare in modo terribilmente intenso con lo sguardo fotografico. Da questo dialogo nascono inquadrature strazianti e memorabili, che potrebbero inquietarci un poco alla nostra prossima visita al ristorante, o mentre sfogliamo il più classico dei manuali di cucina.

Pippo Ciorra

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“patchwork #2″

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oltre l’immagine: la fotografia come strumento per la conoscenza di sè

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Oltre l’immagine

La fotografia come strumento per la conoscenza di sè

Il workshop propone la sinergia di due particolari tecniche di fotografia terapeutica, The Self-Portrait Experience e Photolangage e sarà tenuto dalla psicologa e conduttrice di The Self-Portait Experience Serena Vallana e dalla psicologa psicoanalista Serena Calò, che si occuperà dei gruppi di Photolangage.

The Self-Portrait Experience è un metodo ideato dall’artista spagnola Cristina Nunez che consente, attraverso l’utilizzo dell’autoritratto fotografico, di scatenare il processo creativo a partire dall’interiorità e imparare a trasformare le proprie emozioni in arte, elaborando l’immagine interna ed esterna di sé. Nel corso del workshop i partecipanti realizzeranno in studio alcuni autoritratti che verranno letti secondo specifici criteri, prima individualmente e poi in gruppo per lavorare sull’affermazione della propria identità.

Il Photolangage è una tecnica di gruppo creata nel 1965 da un’equipe di psicologi e sociologi lionesi che lavoravano con gli adolescenti. Consci del ruolo sempre più importante che lo sviluppo dei mezzi audiovisivi assegnava all’immagine come fonte di comunicazione, proposero intuitivamente di utilizzare delle fotografie che servissero di supporto alla parola. Oggi il Photolangage si utilizza anche nella formazione di adulti e nei percorsi di psicoterapia. La fotografia che stimola la fantasia, provoca sentimenti e rievoca memorie aiuta i partecipanti a riprendere contatto con se stessi, con le proprie emozioni e i propri vissuti più profondi, permettendo un ampliamento della mappatura interna della personalità.

Il workshop si svolgerà in due giornate:
Sabato mattina: presentazione delle attività seduta di Photolangage

Sabato pomeriggio: sedute condivise di autoritratto gruppi di lavoro

Domenica mattina: gruppi di lavoro sugli autoritratti

Domenica pomeriggio: condivisione con il gruppo allargato delle proprie fotografie creazione del progetto fotografico sull’identità seduta di Photolangage conclusiva

Il workshop si terrà presso Nur Fotografia, via Vincenzo Monti, 11 – Torino (San Salvario),sabato 3 e domenica 4 ottobre 2015. Il costo di partecipazione è di 180 € (compresa la tessera associativa).

 

Per informazioni e iscrizioni: serena.vallana@gmail.com     calo.serena@gmail.com

Termine delle iscrizioni: 30/09/2015

Numero di partecipanti: 6-10 (il workshop sarà attivato al raggiungimento del numero minimo)

Per la partecipazione non sono richieste competenze fotografiche specifiche.

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Giulio Cassanelli – Mondi Incerti

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workshop editorial photography

PHOS, Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive, in collaborazione con lo studio fotografico Mugatu di Torino, presenta un workshop di fotografia legato al mondo della moda.
A disposizione dei partecipanti ci saranno le abilità e le competenze di professionisti del settore, che consentiranno di vivere un’esperienza completa grazie alla presenza di una modella, uno stylist e una truccatrice.

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DOMENICA 5 LUGLIO 2015

MATTINO:
Incontro presso Talen.To, negozio di abbigliamento di ricerca sito in Corso Vittorio Emanuele II 26/c. (Torino)
- Introduzione styling con Cristina Gioanetti, che spiegherà l’importanza e il lavoro dello stylist sul set di un’editoriale di moda.
- Presentazione delle collezioni che saranno utilizzate durante lo shooting.
- Presentazione del Mood.
- Scelta finale degli abiti e degli accessori.
- Preparazione modella, trucco e acconciatura.

POMERIGGIO:

Trasferimento alla location urbana per lo shooting.
- Piccola introduzione (schermo luce, ambiente e utilizzo dei flash in esterno, utilizzo di Lastolite, pannelli riflettenti).
- La posa e l’espressività della modella.
- Inquadratura.
- Ogni partecipante realizzerà il proprio scatto e la propria inquadratura.
- Saranno effettuati 3 cambi e uno scatto beauty.

Per iscriversi occorrerà compilare la scheda d’iscrizione, ed inviarla all’indirizzo e-mail phos@phosfotografia.it.

Per informazioni:

erika.banchio@gmail.com – 328 6929 752
phos@phosfotografia.it – 333 747 0186

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fooding around

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inaugurazione #tuttabarriera

Venerdì 6 Febbraio alle 18:30, in concomitanza con la riapertura dei Bagni Pubblici di via Agliè, inaugura #TUTTABARRIERA.
La mostra fotografica presenta i lavori dei partecipanti al laboratorio di narrazione visiva attivo nell’ambito del progetto Giovani investimenti, promosso da S-nodi.

Il laboratorio è uno spazio didattico e di lavoro, aperto e intergenerazionale e coinvolge ragazze e ragazzi dagli 11 ai 72 anni. Nasce durante i pomeriggi del doposcuola ASAI, con l’obiettivo di offrire un nuovo sguardo sul quartiere Barriera di Milano, coinvolgendo attivamente i ragazzi nella rilettura del proprio territorio.

Nel rinnovato spazio espositivo dei Bagni, ogni ex doccia ospita un lavoro individuale, cella monastica che custodisce uno sguardo. Emergono così gli spazi ex industriali, enclave insospettabilmente naturali, i legami profondi tra le storie individuali e il quartiere, ma anche nuove conessioni tra questa parte di città e luoghi altri, geograficamente lontani e affettivamente vicini.

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Dove e quando:

La mostra sarà aperta al pubblico dal 6 febbraio al 6 marzo, presso i Bagni pubblici in via Agliè 9.

 

Per informazioni sulla mostra:
bagnipubblici@consorziokairos.org
tel. 3381577881 / 0115533938

Per informazioni sul laboratorio:
barriera@asai.it
tel: 3357055564

Il progetto Giovani investimenti:
http://www.s-nodi.org

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Enzo Obiso: “NOSTALGIA DEL FUTURO”

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Category Fotografia, mostra personale, Mostre