Mattia Paladini Archives

Sông – Mekong: a contemporary photography mission

Il delta del Mekong raccontato attraverso le immagini e le parole di sette autori in mostra: Elisa Baglioni, Federico Masini, Fabio Oggero, Mattia Paladini, Paolo Tarenghi, Serena Vallana, Francesca Vergnano.

Nell’ambito della settimana dedicata all’arte contemporanea a Torino, PHOS – Centro Fotografia Torino presenta una mostra collettiva di sette autori impegnati nell’ambito delle arti visive e della scrittura, invitati a sviluppare un progetto personale sul delta del fiume Mekong in Vietnam.

Il contrasto tra l’andamento lento del fiume e la velocità con cui il Paese si muove è la cornice nella quale si collocano le oltre sessanta immagini in mostra.

Le forme e gli agglomerati architettonici di Fabio Oggero, il gesto in un lampo di luce colto da Federico Masini, un alone di poesia e leggerezza nei volti ritratti da Paolo Tarenghi, la contemplazione curiosa e rispettosa delle case degli “altri” nelle immagini di Serena Vallana, il dialogo tra architettura, presenza umana e natura nelle composizioni di Mattia Paladini, la natura che si annoda intorno ai villaggi che popolano le rive del fiume negli scatti di Francesca Vergnano e il contributo narrativo di Elisa Baglioni traduttrice e scrittrice.

“Sông” nasce da una proposta di Enzo Obiso ed è presentata da PHOS – Centro Fotografia Torino.

L’evento è inserito nell’edizione 2017 dell’Independent Art Festival organizzato da Nesxt.

La mostra resterà aperta dal 30 ottobre al 15 dicembre.
Orario apertura: da lunedì al venerdì 15.00 / 19.30, il sabato mattina su appuntamento.

Sông – Mekong: a contemporary photography mission

bianco – ingenuo

Phos, Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive presenta una mostra di Sophie-Anne Herin e Mattia Paladini.

 

Il progetto di Sophie-Anne Herin si allontana dalla convenzionale rappresentazione oggettiva del paesaggio montano e offre una visione sull’intimità dei luoghi.
Il risultato è una proiezione mentale del territorio fotografato, ottenuta grazie ad un personale uso delle luci e dei colori, efficacemente sintetizzato con l’utilizzo dei light box.

Il lavoro di Mattia Paladini invece si concentra sul rapporto fra la montagna e chi la vive, uno sguardo privo di malizia su come l’uomo sia intervenuto nel paesaggio per cercare di renderlo vivibile, senza per questo riuscire ad intaccarne la reale natura.

I due lavori sono stati realizzati in Valle d’Aosta, Regione nella quale i due autori sono cresciuti.La visione differente dello stesso luogo costituisce un’interessante analisi del paesaggio, di chi lo rappresenta, lo guarda e lo vive quotidianamente.

 

 

Sophie-Anne Herin

Ha lavorato come attrice in varie compagnie di teatro, partecipando ad alcune produzioni teatrali con il Teatro Navile. Nel 2006 si è trasferisce a Parigi, dove ha approfondito la sua formazione artistica attraverso lo studio della Drama-Terapia di Barbara Dauville e ha proseguito la ricerca sul corpo presso il centro di danza di Peter Goos.Dal 2008 privilegia la fotografia come mezzo espressivo per la realizzazione dei suoi progetti.

 

Mattia Paladini

La sua ricerca personale si concentra sul paesaggio inteso come luogo d’intervento umano, di incontro tra natura e architettura. Nel suo lavoro l’urbanizzazione e l’uso del cemento nelle grandi opere stradali e architettoniche sono visti come elemento estetico che arricchisce il territorio.