Sophie Anne Herin Archives

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PHOS Centro Fotografia Torino presenta “Memories”, una mostra collettiva di Elisa Giuliano, Sophie-Anne Herin, Silvia Mangosio e Luca Vianello.

La mostra sarà visitabile fino al 30 marzo 2018.

Il suono di una valanga – Elisa Giuliano

Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza è meravigliosa?

Partendo dalla celebre frase di Friedrich Nietzsche “Colui che lotta con i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.”, l’autrice intraprende un percorso di autoanalisi, affrontando i mostri più spaventosi che durante gli anni l’hanno accompagnata.
La paura dell’abbandono, del futuro, del presente. E’ una valanga, che inaspettatamente travolge e al contempo dà pace, mettendo fine ad ogni cosa.
Una simile valanga aveva travolto anche Rosa, che poco più che ventenne, rimasta orfana di entrambi i genitori, dovette assicurare la salvezza e il benessere dei fratelli minori, mettendo in secondo piano la propria felicità personale.
“Il suono di una Valanga” mette in relazione due solitarie figure della stessa famiglia: Elisa e Rosa, l’artista e la prozia, grazie alla quale tutta la famiglia sopravvisse durante la Seconda Guerra Mondiale.

 


Viktoria
– Sophie-Anne Herin

Viktoria Rusyn nasce in Ucraina, vive in Italia dal 2001 insieme ai due figli Maicol e Sabrina, ogni estate rientra nel suo paese natio per permettere ai figli di conoscere le proprie origini.

Questo progetto narra di un incontro estivo attraverso il passato di Viktoria, la cui memoria viene rappresentata visivamente con l’applicazione di un filtro rosso, grazie al quale si evidenzia un nucleo narrativo in cui alle angherie subite, alla storia personale passata e a quella collettiva presente, corrisponde un esito di riconciliazione, di coraggio e riscatto.
Sophie Anne Herin

“Alla fine del labirinto il Minotauro forse non esiste, o forse siamo noi, così come ci raccontiamo, così come ci ricordiamo, nella nostra debolezza e nella nostra forza. Non c’è un mostro capace di divorarci se non abbiamo lasciato che il labirinto ci divorasse per primo”. Denise Cuomo


Chronotope
– Silvia Mangosio

Mi sono state donate duecentoquarantacinque diapositive, trovate accanto ad un cassonetto della spazzatura.
Non posso sapere se sono state buttate volontariamente o meno, non sono riuscita a rintracciare i proprietari. Le fotografie, stando alla data impressa sul telaio, sono state scattate tra il 1988 – anno della mia nascita – ed il 1993.

Le immagini degli archivi familiari si rivelano tutte molto simili: mi riconosco in ognuna, a volte non distinguo più se un ricordo mi appartenga o meno. Le fotografie sono un modo per ricordare, che si sia presenti in esse o meno; anche se non si riconosce nessuno, anche se non si è mai stati lì. La mente crea, ricostruisce gli eventi. Questo non è un lavoro sull’archivio, ma sul ricordo: non è un mio interesse raccontare una verità che non conosco: ciò che mi interessa è esplorare la dimensione del tempo nel momento in cui passato, presente e futuro si incontrano, interagiscono, esistono simultaneamente.


On the moon
– Luca Vianello

I DUE ASTRONAUTI AMERICANI SULLA LUNA!
<<Un panorama fantastico ma non si vedono le stelle>>

Così leggeva su “Stampa Sera” un padre di famiglia in riva al mare, il mattino del 21 luglio 1969.
Correva la corsa alla conquista dello spazio; le due super potenze, nel clima della guerra fredda, si sfidavano per raggiungere la Luna. Il 20 luglio 1969 la missione Apollo riuscì nell’intento, atterrando sul suolo del nostro satellite. Con la frase “un piccolo passo per l’uomo, un balzo gigante per l’umanità” il comandante Neil Armstrong rese universale il conseguimento scientifico-tecnologico, permettendo a chiunque di sentirsi un astronauta, sopravvissuto ad un viaggio spaziale ed atterrato su un nuovo pianeta da esplorare.

L’allunaggio fu un evento memorabile nella storia dell’uomo, al punto di creare un entusiasmo globale che per un momento fece dimenticare le avversità politiche e sociali dell’epoca. Il progetto On the moon presenta in un unico momento la sovrapposizione di due realtà: una semplice famiglia italiana e l’arrivo dell’uomo sulla luna.
Le immagini esposte contengono una serie di ritrattidi questa famiglia, realizzati il giorno seguente all’allunaggio, ed alcune immagini scientifiche scattate dalla spedizione Apollo 11.

 

Elisa Giuliano

nasce in piccolo centro dell’entroterra siciliano.
Dopo aver ottenuto nel Luglio 2014 con il massimo dei voti la laurea in Visual Communication, indirizzo Fotografia, presso lo IED (Istituto Europeo di Design) di Torino, entra a far parte dello studio Jarkee, occupandosi di postproduzione High End Retouch delle immagini della sezione e-commerce e museo di Gucci Firenze.
Nel 2015 entra a far parte del collettivo Cesura, dove si occupa di postproduzione, stampa fine art, allestimento mostre, e fa da producer per i progetti del collettivo.
Nel 2016 é tra i collaboratori di MeMo, cooperativa di fotografi di fama internazionale impegnati nella diffusione di un’informazione indipendente basata sui diritti umani, come supporto alle attività logistiche, di postproduzione, grafica e nell’organizzazione della gestione archivi e mostre.
Dal 2017 è co-fondatrice di Cluster Collective, un gruppo di ricercatori visivi che utilizzano le nuove tecnologie per promuovere valori artistici e creativi.


Sophie-Anne Herin

Inizia il suo percorso artistico a Bologna, dove si laurea al Dams teatro e consegue il diploma di recitazione presso il Teatro Navile. Nel 2006 si trasferisce a Parigi, dove continua la sua formazione artistica attraverso lo studio della Drama-Terapia e prosegue la ricerca sul corpo presso il centro di danza di Peter Goos. Nel 2008 si avvicina alla fotografia, studio che approfondirà formandosi allo I.E.D di Torino. A partire dal 2008 espone a Shangai, a Parigi,e in Italia  ad Aosta, a Chieri e a Torino. Tra i temi trattati, la violenza sulle donne, i disturbi dell’alimentazione,la malattia mentale, il territorio e l’identità. 
Vive ad Aosta e Torino.
Accanto alla professione di fotografa si occupa anche di formazione tenendo dei workshops e corsi di fotografia presso diverse strutture in Italia.


Silvia Mangosio.

Diplomata nel 2010 in fotografia all’Istituto Europeo di Design di Torino, si iscrive in seguito al Master di Alta Formazione sull’Immagine Contemporanea di Fondazione Fotografia a Modena.
Nel frattempo, partecipa a una breve residenza sul colle del Gran San Bernardo con il Mountain Photo Festival di Aosta ed a una residenza di sei settimane a Edimburgo presso Stills Gallery.
Il progetto conclusivo del percorso biennale del master, “Memoriamatic”, vince nel 2013 il secondo premio Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e da allora partecipa a svariate mostre collettive. Nel 2013 e nel 2016 è tra i finalisti del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. Attualmente vive e lavora a Torino.

Luca Vianello

Luca Vianello nasce ad alba nel 1990. Interessato all’arte sino dall’infanzia, vince la borsa di studio all’Istituto Europeo di Design e si specializza nell’ambito fotografico. Durante gli studi lavora come assistente in grandi studi fotografici torinesi. Dopo il diploma diventa collaboratore del collettivo Cesura e lavora come assistente del fotografo Alex Majoli, occupandosi dell’organizzazione del suo archivio e della stampa delle sue mostre. La forte esperienza con il fotografo della Magnum Photos lo porta a ritornare a Torino al termine del 2015. Nel 2016 viene selezionato per la mostra collettiva “Xmq of pit, ready for the mosh!” che gli da la possibilità di esporre con grandi artisti come Tillmans e Basilico e altri importanti artisti internazionali. Ora continua la sua ricerca a Torino.

 

 

bianco – ingenuo

Phos, Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive presenta una mostra di Sophie-Anne Herin e Mattia Paladini.

 

Il progetto di Sophie-Anne Herin si allontana dalla convenzionale rappresentazione oggettiva del paesaggio montano e offre una visione sull’intimità dei luoghi.
Il risultato è una proiezione mentale del territorio fotografato, ottenuta grazie ad un personale uso delle luci e dei colori, efficacemente sintetizzato con l’utilizzo dei light box.

Il lavoro di Mattia Paladini invece si concentra sul rapporto fra la montagna e chi la vive, uno sguardo privo di malizia su come l’uomo sia intervenuto nel paesaggio per cercare di renderlo vivibile, senza per questo riuscire ad intaccarne la reale natura.

I due lavori sono stati realizzati in Valle d’Aosta, Regione nella quale i due autori sono cresciuti.La visione differente dello stesso luogo costituisce un’interessante analisi del paesaggio, di chi lo rappresenta, lo guarda e lo vive quotidianamente.

 

 

Sophie-Anne Herin

Ha lavorato come attrice in varie compagnie di teatro, partecipando ad alcune produzioni teatrali con il Teatro Navile. Nel 2006 si è trasferisce a Parigi, dove ha approfondito la sua formazione artistica attraverso lo studio della Drama-Terapia di Barbara Dauville e ha proseguito la ricerca sul corpo presso il centro di danza di Peter Goos.Dal 2008 privilegia la fotografia come mezzo espressivo per la realizzazione dei suoi progetti.

 

Mattia Paladini

La sua ricerca personale si concentra sul paesaggio inteso come luogo d’intervento umano, di incontro tra natura e architettura. Nel suo lavoro l’urbanizzazione e l’uso del cemento nelle grandi opere stradali e architettoniche sono visti come elemento estetico che arricchisce il territorio.

 

Inaugurazione Spazio 28

INAUGURAZIONE Giovedì 12 Febbraio 2015 ore 18:30
Corso Vittorio Emanuele II 28 (cortile interno), Torino.

Phos, in occasione dell’apertura di Spazio 28, è lieto di presentare una mostra collettiva di fotografia.
Alla mostra sono invitati autori emergenti e autori affermati nel panorama della fotografia italiana ed internazionale che negli ultimi anni hanno presentato alcuni dei loro progetti più significativi all’interno dell’attività espositiva di Phos.

Gli autori selezionati sono: Pietro Bologna, Renato D’Agostin, Davide De Martis, Stefano Fiorina, Sophie-Anne Herin, Simon Roberts, Vito Vagali.

Si ringrazia per la collaborazione Mc2 Gallery, Milano.

Per informazioni:
Spazio 28: 335 666 1281 – 347 221 2059

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Attorno ad un ‘manque’

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Mostra personale di SOPHIE ANNE HERIN

Inaugurazione: venerdì 8 marzo 2013 alle ore 18:30 | Via Garibaldi 35, Chieri, TO

PHOS presenta una mostra personale di Sophie-Anne Herin.

Due progetti fotografici trattano il tema della mancanza che la fotografa rivela attraverso un viaggio introspettivo, dove il corpo diviene soggetto e metafora dell’assenza. Scatti inquieti, ludici e mai scontati, sottolineano problematiche profonde in maniera differente.

“Questo progetto si suddivide in due parti e indaga il corpo per raccontarne i paesaggi interiori, luoghi che partono da una mancanza, condizioni dell’esistenza che scaturiscono da un vuoto.

Il soggetto della prima serie fotografica sono due gemelle, inserite in un ambiente onirico con l’intenzione di ripercorrere il cammino che ha portato una delle due all’essere disabile. Il progetto nasce proprio dal desiderio di Cristina di assumere simbolicamente la disabilità della sorella, per riconquistare se pur metaforicamente quello sguardo, quell’attenzione che le è venuta a mancare, così da essere finalmente “Vista”. Le fotografie non permettono di distinguere le due gemelle, ma si mantiene sempre una certa ambiguità per creare una sorta di gioco di ruolo.

Il secondo nucleo d’immagini ha come soggetto il corpo di una ragazza che soffre di disturbi del comportamento alimentare. In questo caso il corpo diviene espressione di un sintomo che non riguarda solamente il problema dell’appetito, ma soprattutto la frattura con “l’Altro”, un percorso visivo nel quale si intrecciano paesaggi interiori, dettagli di animali, luoghi dove l’essere umano non è presente o se presente ne è imprigionato, architetture di un manque.

Sophie-Anne Herin

www.sophieanneherin.com