Carola Allemandi

 

NOTTURNI

“Notturni” è un lavoro in fieri iniziato due anni fa.
Il progetto nasce dall’attrazione verso alcune particolari situazioni di luce in ambienti urbani di notte. L’intenzione dello scatto da subito ho capito essere non documentativa, bensì espressiva. Dall’osservazione delle mie stesse fotografie nella prima parte del lavoro di ricerca mi sono accorta che del paesaggio a cui stavo di fronte in realtà emotivamente percepivo solo alcune porzioni.  Il dato di realtà da cui partivo, il paesaggio, era necessario, poiché in esso era contenuto il soggetto ispirante, ma alcuni elementi andavano rimossi per poter attivare il mio linguaggio.
Diventa così fondamentale il lavoro in post produzione volto a sottrarre e ad usare il nero in un processo che conserva l’attenzione per i toni, l’inquadratura, la luce, la nitidezza (che fanno parte del mio background fotografico) a cui affianco, però, un secondo momento creativo di rielaborazione della realtà.
Gli elementi del paesaggio urbano diventano così utilizzati per svelare una intima visione, mentre il luogo in sé non ha valenza alcuna. Esso, infatti, viene astratto e ridotto allo scheletro da cui l’atmosfera lì percepita prende vita.

 

URNA DI CARNE

Dalla mancanza di una connessione corpo-psiche intraprendo un’indagine per tessere un filo di congiunzione tra primo (vulva) e seconda (autocoscienza).
La domanda è archetipica: prima di pronunciare qualsiasi affermazione o tesi sull’essere donna, interrogo sul significato sostanziale.
Quindi il dato di realtà (fotografia) non è più sufficiente e inizia l’indagine, senza meta né volontà dimostrativa.
Scavo, dunque, e scavando scopro e scopro coprendo la realtà oggettivo- anatomica fino ad annullarla in favore di una seconda realtà sottopelle.
Abbandono della forma per arrivare a pura sostanza.

Le opere sono state eseguite intervenendo con Photoshop su un’unica fotografia digitale.
L’uso del bianco e nero vuole suggerire l’essenza del contenuto visivo.
Il titolo “Urna di carne” è una citazione contenuta nell’”Ulisse” di J. Joyce.

 

Carola Allemandi è nata  a Torino nel 1997, scopre il mondo dell’immagine e della fotografia in particolare in modo autonomo nel 2016, conclusi gli studi liceali. Dopo aver seguito un paio di corsi brevi di fotografia digitale e un anno della Facoltà di Psicologia inizia e continua a lavorare presso Studio Ottaviano a Torino.

Esposizioni:

· 2018, Torino per “Acca Atelier” (Urna di carne)
· 2017, Bologna presso Millennium Gallery (Notturni)