Giacomo De Caro

 

Esiste una specifica energia, la cui intensità rimane sempre costante, che viene continuamente plasmata in diverse forme dall’indissolubile relazione tra spazio e tempo. Un pensiero coerente, una rappresentazione bidimensionale di realtà tridimensionali. Le foto sono state scattate in molti posti diversi, ma il mio approccio è sempre lo stesso: una documentazione del pensiero, un limbo in cui ci si ritrova quasi per caso. Un precario equilibrio, a volte carico di una tensione accumulata dalla staticità, come quella che rimane in un luogo del delitto, altre come quella di qualcosa che sta per succedere. E’ un lavoro che è stato estremamente condizionato dalla musica, infatti ne consiglio la visione ascoltando il brano “Colomb” di Nicolas Jaar, tratto dal suo album “Space is only noise”. Prendetelo come un piccolo indizio.

Colomb è anche il titolo del lavoro, a causa di alcune coincidenze avvenute con questo nome in questa mia parte di vita. Il processo è stato il risultato di una alienazione ed estraniazione dalla semplicità delle cose per poterle rappresentare. Il mezzo analogico è stato essenziale proprio per questo. La scelta della distanza e il pensiero dietro lo scatto, la possibilità di vivere la sospensione, il tempo, lo spazio: completamente privo da ogni frenesia. 

 

Nato a Siracusa il 21 ottobre 1993, Giacomo De Caro conduce la sua ricerca visiva attraverso un poliedrico percorso, iniziato frequentando il salone  “Tagliacorto” di Salvatore Ferrara, al quale deve le fondamenta della propria crescita.

Vive a Torino da 5 anni, città in cui si è trasferito per il corso di studi in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione presso il Politecnico di Torino. Nel 2015, dopo le prime esperienze lavorative, è uno dei 9 giovani fotografi italiani selezionati da Sky Arte HD e Fondazione Fotografia Modena per la realizzazione del format televisivo “Foto Factory Modena”, andato in onda in 6 puntate nel mese di dicembre. Nel corso di questa esperienza, importanti stimoli sono nati dagli insegnamenti di Vincenzo Castella, Mario Cresci e Pino Musi. Attualmente impegnato nel conseguimento della laurea, continua a condurre ricerca sulla trasformazione della fotografia e delle arti con cui essa si relaziona, grazie alle influenze dal mondo grafico e musicale.