CENTRO FOTOGRAFIA TORINO

Oltre lo sguardo: Storie della città

Un laboratorio immersivo di racconto per immagini con Stefano Carini

ARTISTA
Stefano Carini
QUANDO
30 novembre -1 dicembre | 14-15 dicembre
DOVE
Via Giambattista Vico 1, Torino
QUANTO COSTA?
270 Euro
COME ISCRIVERSI?
Via e-mail, inviando la scheda di iscrizione compilata in ogni sua parte all’indirizzo phos@phosfotografia.it.
HAI DELLE DOMANDE?
Via e-mail o chiamando allo 011 7604867, o al 333 7470186.

Il laboratorio

 

Quanto lontano dobbiamo spingerci per trovare una storia interessante da raccontare?

 

E se invece imparassimo a guardare meglio nella città in cui viviamo, nel quartiere dove andiamo al lavoro, dall’altra parte della strada o attraverso il pianerottolo del nostro appartamento? Se invece la nostra storia fosse nel luogo in cui guardiamo meno, semplicemente dentro di noi?

 

Durante questo laboratorio assolutamente sperimentale esploreremo il nostro ambiente personale, cercando una prossimità fisica, psicologica ed emotiva al nostro lavoro.

 

“Oltre lo sguardo” è un laboratorio ibrido, organico e dinamico: questo vuol dire che l’apprendimento non arriva dal tutor direttamente ma attraverso la discussione, il dialogo, la collaborazione, il feedback ed il lavoro collettivo. Il tutor svolge il ruolo di regista, dirigendo la discussione che cresce all’interno del gruppo. Carini condividerà la conoscenza acquisita in dieci anni di lavoro con le immagini attingendo dalla sua esperienza diretta di editor, fotografo e curatore attraverso lezioni e presentazioni sullo sviluppo dell’idea, sull’editing, sulla curatela e la presentazione dei progetti ma anche sul mercato dell’immagine e sulla pianificazione del lavoro: il tutto però in collaborazione con i partecipanti, rispondendo alle esigenze personali ed in un clima di scambio più che di insegnamento classico “dall’alto”.

 

L’obiettivo del laboratorio è di spingersi ad esplorare tematiche e linguaggi più vicini a noi stessi, e di partecipare insieme al processo creativo dall’idea alla presentazione passando per progettazione, esecuzione, editing e curatela.

 

I risultati del laboratorio saranno presentati durante una serata pubblica organizzata ad hoc con slideshow in loco. Inoltre i progetti potranno essere pubblicati sul sito di DARST projects.

 

“Oltre lo sguardo” accoglie ogni genere d’immagine necessaria per raccontare, esprimere e comunicare e non si limita alla fotografia.

 

PROGRAMMA

 

Il laboratorio è diviso in due fasi precedute da un assegnato.

 

I partecipanti riceveranno un assegnato prima dell’inizio del laboratorio in modo che possano prepararsi alla prima sessione e portare del materiale su cui lavorare.

 

Nella prima parte del laboratorio (2 giorni) a seguire le varie introduzioni, il gruppo presenterà le proprie idee, i propri progetti, le proprie necessità e ognuno dei partecipanti dovrà ricercare, presentare e sviluppare l’idea su cui lavorare per il resto del laboratorio.

 

Alla fine di questa prima sessione, i partecipanti avranno affinato l’idea su cui lavorare durante le due settimane prima del secondo incontro. Durante queste due settimane, i partecipanti si incontreranno come stabilito durante la prima sessione per discutere e sviluppare le idee in gruppi di lavoro, mentre avranno la possibilità di confrontarsi con Carini sul lavoro fatto a metà della produzione.

 

Durante la seconda sessione di incontri (2 giorni) i partecipanti presenteranno i lavori svolti e insieme si lavorerà all’editing, alla curatela del progetto, alla stesura di eventuali proposte commerciali, alla progettazione per ulteriori sviluppi dell’idea e alla presentazione pubblica tramite slideshow digitale o esibizione fisica dei lavori svolti. In questa fase ci concentreremo prevalentemente sulle tecniche di editing, sulla curatela di varie forme di presentazione (dallo slideshow alla mostra passando per pubblicazioni stampate di vario genere) e sull’approccio al mercato editoriale. 

 

– Prima fase –

 

Giorno 1

 

10.00 – 11.00: Introduzione al laboratorio: di che si tratta, come funzionerà, quali sono gli obiettivi e quali sono le regole del gioco.

A seguire Introduzione di Stefano Carini. “Chi sono, da dove arrivo, cosa faccio, come e perché lo faccio”.

11.00: Introduzione dei partecipanti. 15 minuti a testa per presentarsi in breve tramite parole e immagini.

13.30: Pranzo

14.00: Lecture: ad ogni storia il proprio approccio.

14.30 – 18.00: Sviluppo idee.

 

Giorno 2

 

10.00: Lecture: il progetto a lungo termine

11.00: Sviluppo idee, feedback, sessioni di gruppo.

13.00: Pranzo

14.00: Lecture: progetti collettivi multimediali e complessi: l’esempio di Map of Displacement

15.00 – 18.00: Lettura sinossi, presentazione delle idee di progetto e feedback e stesura organigramma progettuale individuale e collettivo.

Alla sera calici di vino per smaltire la fatica

 

– Seconda Fase –

 

Durante il periodo di produzione i gruppi prestabiliti s’incontreranno come da programma mentre Carini sarà a disposizione per incontri via Skype, al telefono o di persona per discutere le storie e il loro sviluppo.

 

Giorno 1

 

10.00: Introduzione alla seconda fase di laboratorio: di che si tratta, come funzionerà, quali sono gli obiettivi e quali sono le regole del gioco. Discussione per individuare il concetto collettivo di presentazione dei progetti.

10.30: Lecture: la mostra. Dalla A alla Z.

11.30: Presentazioni individuali: ogni partecipante presenta il lavoro svolto con testo e immagini (o performance teatrali se fosse). Prima sessione di feedback.

13.00: Pranzo

14.00 – 18.00: Presentazioni individuali: ogni partecipante presenta il lavoro svolto con testo e immagini (o performance teatrali se fosse). Seconda sessione di feedback.

 

Giorno 2

 

10.00 – 12.00: Editing dei lavori e curatela presentazioni a gruppi.

12.00: Lecture: il libro per raccontare con immagini.

13.00: Pranzo

14.00 – 18.00: Editing dei lavori e curatela presentazioni a gruppi.

19.00: Presentazione digitale dei lavori aperta al pubblico.

 

 

STEFANO CARINI, fotografo, editor e curatore (Torino 1985).

 

Nei dieci anni di esperienza nel mondo dell’immagine Carini ha svolto innumerevoli lavori occupandosi di fotografia, video, editing, design, curatela, critica, educazione e divulgazione. In questi anni il suo obiettivo è sempre rimasto lo stesso: produrre lavori che stimolino la riflessione, che diano profondità al modo in cui guardiamo al mondo e all’umanità e che avvicinino sguardi diversi dal nostro. 

 

Dopo gli studi in fotografia e fotogiornalismo, Carini ha lavorato come foto editor a NOOR Images ad Amsterdam. A Maggio 2014 si è trasferito in Iraq, dove è stato direttore di Metrography, la prima agenzia di fotografi Irachena. Con i fotografi dell’agenzia ha iniziato e curato Map of Displacement (www.mapofdisplacement.com) un progetto interattivo che racconta le storie del milione e mezzo di sfollati dalla guerra con ISIS nella regione del Kurdistan Iracheno.

 

Carini ha preparato fotografi e storytellers in Europa e in Iraq, ha condotto workshops, lezioni e presentazioni presso diverse istituzioni – incluse DOX (il centro per l’arte contemporanea di Praga), l’ICP, Parsons School of Design, Columbia School of Journalism a New York,London College of Communication e CAMERA a Torino; ha curato mostre individuali e collettive, libri e performances narrative.

 

Nel 2017 ha ideato e curato Over My Eyes, Stories of Iraq, la prima mostra internazionale di fotografia documentaria Irachena aperta al DOX, il Centro di Arte Contemporanea di Praga. Il suo lavoro personale sull’Iraq La Donna, la Luna, il Serpente è stato esposto come lavoro di supporto a Over My Eyes, Stories of Iraq.

 

Carini vive a Torino, doveè co-fondatore e direttore di DARST, un laboratorio ibrido per la ricerca e la produzione di progetti documentari. È padre di due bambini.

 

DARSTprojects

DARST è uno studio artistico errante di progetti documentari.

DARST ricerca, produce, cura e pubblica narrative visuali necessarie.

DARST usa la fotografia, il video, la scrittura e il multi-mediale per raccontare storie importanti.

DARST va oltre il consumo passivo di immagini e promuove l’esplorazione, il dialogo e la ricerca attraverso attività formative e workshop.

DARST è radicale, ama la libertà e lavora in maniera indipendente, ma crede nella collaborazione.

DARST immagina.

 

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