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IMAGINARY HOMELAND

PHOS è lieto di accogliere “Imaginary Homeland” mostra personale di Susanna Majuri, fotografa finlandese classe 1978 appartenente al gruppo attivo internazionale di artisti della Helsinki School.

Inaugurazione:
SABATO 18 GENNAIO 2014 dalle ore 17:30 – via Garibaldi 35bis CHIERI, To
Fino al 28 Febbraio 2014

 

“Le mie fotografie possono essere viste come luoghi diversi per le emozioni. Voglio narrare i sentimenti come nei romanzi. Fotografo estranei, invocano i miei desideri, e chiedo loro di venire con me. Nascondo i miei sogni e i desideri nelle immagini. L’acqua dipinge con me fondendo persone e paesaggi insieme. I sentimenti possono essere rivelati, ma rimangono nascosti. Puoi riconoscere questi luoghi fotografati nella tua immaginazione. I misteri diverranno i tuoi segreti e io voglio voglio portarti nei tuoi sogni. Qui, nelle immagini, i miei protagonisti cantano una melodia di gioia e desiderio. Prendo in prestito dalla poetessa Tua Forsström: Ho detto che era un sogno perché volevo restare.”

Susanna Majuri
www.helsinkischool.fi

L’artista fotografa Susanna Majuri (classe 1978) è conosciuta per le sue immagini magiche dove l’acqua spesso è l’elemento chiave. Un altro tema ricorrente nelle sue opere è il nord, inteso sia come paesaggio che come stato d’animo. Tra gli altri titoli la Majuri si è laureata nel 2007 con un Dottorato in discipline umanistiche presso l’Università d’Arte e Design di Helsinky, specializzandosi in fotografia. E’ membro del gruppo attivo internazionale di artisti della Scuola di Helsinky. Le opere della Majuri sono state esposte in numerose mostre internazionali e collettive a partire dal 2005. Tra i vari luoghi ha realizzato mostre personali al Finnish Museum of Photography (2010), al Museum of Photography di Charleroi in Belgio (2011) e al Sogn and Fjordane Museum of Fine Arts in Norvegia (2011). Le sue opere sono esposte in diverse importanti collezioni pubbliche e private, sia in Finlandia che all’estero.

Download Susanna Majuri’s CV

 

Di seguito alcune immagini della mostra “Imaginary Homeland” all’interno degli spazi espositivi del Centro Phos.

 

 

 

 

 

#SOCIALPORTRAITS

Mostra personale di Davide De Martis

Inaugurazione: Giovedì 24 ottobre 2013 dalle ore 19:00
Fino al 13 Dicembre 2013
PROROGATA FINO AL 10 GENNAIO 2014

 

#SOCIALPORTRAITS

Il progetto nasce nell’este del 2011 dopo essermi reso conto che i miei ritratti venivano utilizzati dai soggetti fotografati come “avatar” nei social network. Mi sono posto alcune domande.

Come è mutato nella nostra epoca il concetto di ritratto rispetto alle epoche precedenti? Come è cambiato negli ultimi anni il modo di fruire la nostra immagine personale?
Per quanti un ritratto equivale a immagine del profilo?
A che scopo ci facciamo fotografare?
Perchè dunque non realizzare una sorta di indagine sociale fotografica trasformando il risultato in una convincente operazione artistica?
Come trovare un campione di persone con cui operare questa sorta di esperimento?

Ho così preso contatto con un sito di gruppi d’acquisto, studiando appositamente un’offerta per uno shooting fotografico professionale ad un prezzo bassissimo, allo scopo di raggiungere il numero più elevato di persone sconosciute e disparate.

Tra le centinaia di persone che hanno acquistato il cupon 180 mi hanno contattato per farsi fotografare. Alla fine dei 7 mesi di riprese avevo ritratto rappresentanti di ogni ceto sociale e professionale: dal cuoco all’autore, dal manager all’impiegato, dalla commessa al medico alle famiglie al completo.

Davide De Martis, autore classe 1979, inizia a viaggiare per lavoro non appena maggiorenne. Attraverso il viaggio e la professione manageriale in paesi ai margini della società, matura la sicurezza e la capacità di relazionarsi con persone di ogni genere e nazionalità; questo bagaglio di esperienze umane e professionali è ciò che oggi caratterizza il suo lavoro d’autore.

Al centro delle sue fotografie troviamo le persone e le loro storie; complice la macchina fotografica, nel breve tempo di uno scatto, instaura con i soggetti fotografati un rapporto di scambio, a tratti di intimità, che porta gli stessi a manifestarsi e a concedersi per lui in un momento di introspezione psicologica, caratteristica del suo linguaggio fotografico.

Collabora con Phos dal 2011; ha preso parte all’operazione performativa ed editoriale 4Focus on The Others, a cura di Prinp Editoria d’Arte 2.0 in collaborazione con Phos; presente nello stand di Phos a The Others Art Fair edizione 2012, nel Giugno 2013 è stato invitato per una residenza d’artista in occasione del Fuori Luogo Festival di San Damiano d’Asti, in occasione del quale ha ritratto artisti e gruppi musicali noti ed emergenti, dai Turin Brakes ai Marble Sounds, alle Smoke Fairies.

 

4 Focus on The Others

 

4 fotografi under 35 – Davide De Martis, Sara Vindrola, Andrea D’Angelo e Vanessa Vettorello – erano stati chiamati da PHOS a realizzare un progetto fotografico durante le quattro serate della prima edizione di The Others nel Novembre 2011”.

Le opere presentate in mostra quest’anno nella cella/stand C17 sono il frutto di una personale interpretazione del luogo e delle persone da parte dei fotografi.

Sara Vindrola è stata invitata per la sua capacità di cogliere l’anima dei luoghi, di “indagare la natura dell’uomo attraverso il suo spazio” come lei stessa dichiara. Caratteristica delle sue fotografie è dunque l’assenza fisica delle persone, anche se fortemente presenti attraverso quelle tracce lasciate dal loro passaggio: oggetti abbandonati e sepolti che non raccontano solamente cos’è stato un luogo ma ancor più com’è stato vissuto. www.saravindrola.com

 

Davide De Martis ha immortalato le espressioni della gente isolandola dal contesto, soggetti colti di sorpresa nei loro atteggiamenti spontanei o raramente ritratti in posa; il suo occhio attento coglie gli attimi, li ruba per noi trasformandoli in “curiose” pose plastiche quasi impercettibili a occhio nudo.

www.davidedemartis.com

 

 

 

 

 

 

Vanessa Vettorello ha utilizzato muri e pavimenti delle ex Carceri come fossero le quinte di una rappresentazione teatrale; attraverso l’uso di un occhio di bue ha illuminato “magicamente” persone trovate sul posto e coinvolte al momento, rendendole protagoniste di una messa in scena fatta per immagini. Dice: “Attraverso una mia personale interpretazione, ho voluto lavorare sui ricordi, i desideri e le paure delle persone che sono passate da Le Nuove durante la sua lunga, sofferta e variegata storia”.

 

I ritratti “segnaletici” di uomini e donne (in bianco e nero) scattati da Andrea D’Angelo, riprendono la metodologia adottata tra fine ‘800 e inizio ‘900 per fotografare i delinquenti. Ispirandosi alle leggi scientifiche, allora teorizzare, delle somiglianze fisionomiche tra questi, ha ritratto simultaneamente i soggetti sia frontalmente che di profilo, utilizzando uno specchio appositamente realizzato. I visitatori sono stati così consapevolmente schedati, fornendoci un archivio in cui è possibile confrontare i volti della gente del mondo dell’arte.