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ANIMALERIE: Immaginifiche Costellazioni

PHOS è lieto di accogliere “Animalerie: immaginifiche costellazioni”, mostra personale di Pietro Bologna.

“La mia fotografia non testimonia nulla, se non un’intima scoperta.
Uno spazio alla fantasia, al gioco della sorpresa, dell’indefinito come spazio vitale nella formazione del nostro essere.
In Animalerie nessuna premeditazione ma semplicemente una visione notturna suggerita da una giornata passata ad osservare libri antichi di un caro amico libraio; intuizione col tempo maturata sino a prendere l’attuale forma definitiva, una serie di costellazioni immaginifiche.”
Pietro Bologna

Inaugurazione:
MARTEDI’ 4 NOVEMBRE 2014 dalle ore 18:30 – Via Garibaldi 35bis CHIERI, To

 

Il lavoro esposto al Centro Phos è composto da una tiratura di 7 edizioni stampate ai carboni su carta cotone e da un libro, in un’unica tiratura, con stampe ai sali d’argento (227×303 mm e 227×227 mm).

La mostra sarà legata alla presentazione presso The Others Fair 2014 (a cura di Mc2 Gallery, cella B 20) del libro d’artista di Pietro Bologna “Animalerie”, realizzato in collaborazione con il Centro Phos.

IMAGINARY HOMELAND

PHOS è lieto di accogliere “Imaginary Homeland” mostra personale di Susanna Majuri, fotografa finlandese classe 1978 appartenente al gruppo attivo internazionale di artisti della Helsinki School.

Inaugurazione:
SABATO 18 GENNAIO 2014 dalle ore 17:30 – via Garibaldi 35bis CHIERI, To
Fino al 28 Febbraio 2014

 

“Le mie fotografie possono essere viste come luoghi diversi per le emozioni. Voglio narrare i sentimenti come nei romanzi. Fotografo estranei, invocano i miei desideri, e chiedo loro di venire con me. Nascondo i miei sogni e i desideri nelle immagini. L’acqua dipinge con me fondendo persone e paesaggi insieme. I sentimenti possono essere rivelati, ma rimangono nascosti. Puoi riconoscere questi luoghi fotografati nella tua immaginazione. I misteri diverranno i tuoi segreti e io voglio voglio portarti nei tuoi sogni. Qui, nelle immagini, i miei protagonisti cantano una melodia di gioia e desiderio. Prendo in prestito dalla poetessa Tua Forsström: Ho detto che era un sogno perché volevo restare.”

Susanna Majuri
www.helsinkischool.fi

L’artista fotografa Susanna Majuri (classe 1978) è conosciuta per le sue immagini magiche dove l’acqua spesso è l’elemento chiave. Un altro tema ricorrente nelle sue opere è il nord, inteso sia come paesaggio che come stato d’animo. Tra gli altri titoli la Majuri si è laureata nel 2007 con un Dottorato in discipline umanistiche presso l’Università d’Arte e Design di Helsinky, specializzandosi in fotografia. E’ membro del gruppo attivo internazionale di artisti della Scuola di Helsinky. Le opere della Majuri sono state esposte in numerose mostre internazionali e collettive a partire dal 2005. Tra i vari luoghi ha realizzato mostre personali al Finnish Museum of Photography (2010), al Museum of Photography di Charleroi in Belgio (2011) e al Sogn and Fjordane Museum of Fine Arts in Norvegia (2011). Le sue opere sono esposte in diverse importanti collezioni pubbliche e private, sia in Finlandia che all’estero.

Download Susanna Majuri’s CV

 

Di seguito alcune immagini della mostra “Imaginary Homeland” all’interno degli spazi espositivi del Centro Phos.

 

 

 

 

 

TURI RAPISARDA | CORPI SPECIALI

Dal 14 Novembre al 15 Dicembre presso la galleria RizzutoArte di Via Monte Cuccio 30 a Palermo si terrà la mostra di Turi Rapisarda “Corpi Speciali” www.rizzutoarte.com  

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#SOCIALPORTRAITS

Mostra personale di Davide De Martis

Inaugurazione: Giovedì 24 ottobre 2013 dalle ore 19:00
Fino al 13 Dicembre 2013
PROROGATA FINO AL 10 GENNAIO 2014

 

#SOCIALPORTRAITS

Il progetto nasce nell’este del 2011 dopo essermi reso conto che i miei ritratti venivano utilizzati dai soggetti fotografati come “avatar” nei social network. Mi sono posto alcune domande.

Come è mutato nella nostra epoca il concetto di ritratto rispetto alle epoche precedenti? Come è cambiato negli ultimi anni il modo di fruire la nostra immagine personale?
Per quanti un ritratto equivale a immagine del profilo?
A che scopo ci facciamo fotografare?
Perchè dunque non realizzare una sorta di indagine sociale fotografica trasformando il risultato in una convincente operazione artistica?
Come trovare un campione di persone con cui operare questa sorta di esperimento?

Ho così preso contatto con un sito di gruppi d’acquisto, studiando appositamente un’offerta per uno shooting fotografico professionale ad un prezzo bassissimo, allo scopo di raggiungere il numero più elevato di persone sconosciute e disparate.

Tra le centinaia di persone che hanno acquistato il cupon 180 mi hanno contattato per farsi fotografare. Alla fine dei 7 mesi di riprese avevo ritratto rappresentanti di ogni ceto sociale e professionale: dal cuoco all’autore, dal manager all’impiegato, dalla commessa al medico alle famiglie al completo.

Davide De Martis, autore classe 1979, inizia a viaggiare per lavoro non appena maggiorenne. Attraverso il viaggio e la professione manageriale in paesi ai margini della società, matura la sicurezza e la capacità di relazionarsi con persone di ogni genere e nazionalità; questo bagaglio di esperienze umane e professionali è ciò che oggi caratterizza il suo lavoro d’autore.

Al centro delle sue fotografie troviamo le persone e le loro storie; complice la macchina fotografica, nel breve tempo di uno scatto, instaura con i soggetti fotografati un rapporto di scambio, a tratti di intimità, che porta gli stessi a manifestarsi e a concedersi per lui in un momento di introspezione psicologica, caratteristica del suo linguaggio fotografico.

Collabora con Phos dal 2011; ha preso parte all’operazione performativa ed editoriale 4Focus on The Others, a cura di Prinp Editoria d’Arte 2.0 in collaborazione con Phos; presente nello stand di Phos a The Others Art Fair edizione 2012, nel Giugno 2013 è stato invitato per una residenza d’artista in occasione del Fuori Luogo Festival di San Damiano d’Asti, in occasione del quale ha ritratto artisti e gruppi musicali noti ed emergenti, dai Turin Brakes ai Marble Sounds, alle Smoke Fairies.

 

Attorno ad un ‘manque’

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Mostra personale di SOPHIE ANNE HERIN

Inaugurazione: venerdì 8 marzo 2013 alle ore 18:30 | Via Garibaldi 35, Chieri, TO

PHOS presenta una mostra personale di Sophie-Anne Herin.

Due progetti fotografici trattano il tema della mancanza che la fotografa rivela attraverso un viaggio introspettivo, dove il corpo diviene soggetto e metafora dell’assenza. Scatti inquieti, ludici e mai scontati, sottolineano problematiche profonde in maniera differente.

“Questo progetto si suddivide in due parti e indaga il corpo per raccontarne i paesaggi interiori, luoghi che partono da una mancanza, condizioni dell’esistenza che scaturiscono da un vuoto.

Il soggetto della prima serie fotografica sono due gemelle, inserite in un ambiente onirico con l’intenzione di ripercorrere il cammino che ha portato una delle due all’essere disabile. Il progetto nasce proprio dal desiderio di Cristina di assumere simbolicamente la disabilità della sorella, per riconquistare se pur metaforicamente quello sguardo, quell’attenzione che le è venuta a mancare, così da essere finalmente “Vista”. Le fotografie non permettono di distinguere le due gemelle, ma si mantiene sempre una certa ambiguità per creare una sorta di gioco di ruolo.

Il secondo nucleo d’immagini ha come soggetto il corpo di una ragazza che soffre di disturbi del comportamento alimentare. In questo caso il corpo diviene espressione di un sintomo che non riguarda solamente il problema dell’appetito, ma soprattutto la frattura con “l’Altro”, un percorso visivo nel quale si intrecciano paesaggi interiori, dettagli di animali, luoghi dove l’essere umano non è presente o se presente ne è imprigionato, architetture di un manque.

Sophie-Anne Herin

www.sophieanneherin.com

 

We English

Mostra personale di SIMON ROBERTS

Inaugurazione: mercoledì 6 febbraio 2013, dalle ore 18.30

WE ENGLISH  testo di Claudio Composti

Simon Roberts affermato fotografo nasce in Inghilterra nel 1974, vincitore di numerosi premi e protagonista di importanti mostre in Musei internazionali, con “We English” torna ad un progetto “identitario” come il precedente “Motherland” (realizzato in Russia). Con la serie “We English” si dedica invece alla sua “Terra Madre”, l’Inghilterra.

Gli scatti raccontano le usanze degli inglesi nel loro tempo libero, esprimendo il forte senso di appartenenza dell’autore alla propria cultura. Si riconosce la britishness, con un taglio “pittorico” che ricorda la collettività borghese a riposo, rappresentata nei dipinti di gusto tardo ottocentesco come “La Grande Jatte” (1884) o “La Baignade à Asniére” (1883) di Seurat.

Una finestra su un Paese dalle tradizioni forti e salde che rende evidente il rapporto stretto tra l’Uomo e la Natura in cui vive e prolifica. Una ricerca che fa di Simon Roberts non solo un fotografo, bensì un sofisticato e attento “antropologo visuale” che usa le immagini per parlarci dei rituali sociali degli Inglesi o forse dell’Essere Umano in quanto tale.

www.simoncroberts.com

in collaborazione con  MC2 Gallery, Milano

 

Into the silence

Mostra personale di CARLO BEVILACQUA

Inaugurazione: 6 novembre 2012 ore 18.30

“Into The Silence. Eremiti del Terzo Millennio” è come dice il titolo di un progetto fotografico sulle tracce degli eremiti contemporanei.

Ci sono voluti quasi cinque anni per portare a termine questo viaggio che mi ha portato, partendo dallʼItalia, in Francia, Inghilterra, Grecia, Stati Uniti, Georgia e India.

E’ iniziato quasi cinque anni fa nell’isola di Filicudi in seguito ad un incontro con un tedesco, ex capitano di navi da crociera di lusso , che viveva da quarant’anni, e vive tutt’ora, senza essere di peso alla natura, in una grotta di quella che lui chiama la Paradisola,

Da quell’incontro, e da un altro con una scrittrice che stava scrivendo un libro sul medesimo argomento, è iniziato questo viaggio che mi ha portato sulle tracce di uomini e donne che avevano scelto di vivere lontano dai miti della nostra società per i motivi più disparati.

Ho incontrato eremiti religiosi, laici, ortodossi, cattolici, seguaci di singolari sincretismi religiosi o semplicemente amanti della solitudine e della natura.

E’ stata una lunga ricerca che mi ha fatto scoprire un’umanità nascosta ma di grande esempio e attualità in questo momento storico.

Un esempio di come ripensare alcuni atteggiamenti tipici della nostra società e di come siamo così abituati a tante e tali cose, che non riusciamo più a renderci conto di quanto spesso la maggior parte di quello di cui ci circondiamo, sia assolutamente non necessario e di come vivere la vita sia molto più semplice di quello che vogliamo credere. Sembra banale ma non lo è. Questo lavoro mi ha lasciato sicuramente una maggior consapevolezza di quello che chiamiamo vita.

Una scelta così radicale, come quella della vita eremitica, anche se apparentemente in antitesi con la nostra organizzazione sociale è invece un modo di vivere la propria spiritualità, o le proprie esigenze, in assoluta sintonia con i valori della nostra società come, autonomia, autodeterminazione, libertà, capacità e possibilità di scegliere la propria felicità e il proprio destino.

Into the silence è distribuito da Parallelo Zero.

Video: Gisbert Lippelt , il primo eremita fotografato da Carlo Bevilacqua

Intervista: Carlo Bevilacqua intervistato da Giulia Filippini per e-photoreview

 

Carlo Bevilacqua

Nato a Palermo è fotografo e regista. Da circa trent’anni alterna la fotografia alla realizzazione di documentari.

Vive a Milano, dove collabora con periodici, agenzie di pubblicità e aziende del panorama economico nazionale e internazionale senza mai tralasciare però le proprie ricerche personali e autoriali.

Ha diretto e prodotto anche vari documentari tra cui: in collaborazione con Francesco Di Loreto, Little Red Robin Hood documentario biografico su Robert Wyatt, cantante e batterista dei Soft Machine, con la partecipazione di Elvis Costello, Brian Eno, Phil  Manzanera e Nick Mason; Moira Orfei Amore e Fiori, colorato affresco pop sulla regina del circo; vari videoclip per artisti come Cristina Donà, Marco Parente e Antonella Ruggiero.

I suoi lavori, fotografici e video, sono stati inclusi in vari foto e film festival internazionali come Boutographies in Montpellier, Francia, Photo Biennale di Salonicco Grecia, Fotografia Festival Roma, Indian Vision a Londra, Fotografia Europea Reggio Emilia o ancora al Center for Fine Art Photography Colorado USA .

Il suo ultimo lavoro Into The Silence dedicato agli Eremiti del Terzo Millennio, oltre ad essere stato selezionato e in prestigiose rassegne e premi internazionali di fotografia, come Oyo de  Pez in Spagna, il  Taylor Wessing Prize alla National Portrait Gallery di Londra, l’International Photography Awards, USA,  essere stato esposto in festival come Cortona On The Move in Italia, Atlantica a Tenerife, PHE a Braga in Portogallo, Singapore International Photo Festival, sarà presente al Centro Polifunzionale PHOS per la Fotografia e Arti Visive a Chieri, nell’ambito del Turin Photo Festival 2012.

www.carlobevilacqua.com

Morgante

Mostra personale di NICOLA LO CALZO

un artista “under 35” emergente nel panorama della fotografia internazionale.

La mostra, che prosegue il suo percorso espositivo nel 2011 dopo il MNAF – Museo Nazionale Alinari di Fotografia  e Les Rencontres d’Arles, presenta una serie di fotografie di medio e grande formato tratte dall’omonimo progetto.

La mostra, che prosegue il suo percorso espositivo nel 2011 dopo MNAF – Museo Nazionale Alinari di Fotografia e Les Rencontres d’Arles, presenta una serie di fotografie di medio e grande formato tratte dall’omonimo progetto.

Un lavoro, quello di Lo Calzo, a metà strada tra arte e giornalismo, che documenta e ci introduce nell’universo dei nani, una categoria di persone completamente emarginate in alcuni paesi africani. Il fotografo ha scelto di ritrarre queste persone nella loro realtà quotidiana, a casa, al lavoro, in strada, come protagonisti assoluti della scena e artefici della loro vita. Il suo approccio sensibile e le inquadrature strette ci permettono di vedere nei soggetti ritratti non le loro differenze fisiche bensì la loro natura, le loro passioni, la loro identità.

Durante l’esposizione sarà disponibile il catalogo edito dalla Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia con testo di Laura Serani.

 

Nicola Lo Calzo, fotografo italiano, è nato a Torino nel 1979. Vive e lavora a Parigi. Dopo gli studi universitari in architettura, viene iniziato alla fotografia nell’atelier di Enzo Obiso da dove inizia la sua ricerca artistica. La sua fotografia, sempre in bilico tra giornalismo e fotografia d’arte, lo porterà nel 2008 a lavorare per il Conseil Général du Val de Marne. Da questo incontro nascerà il lavoro Inside Niger, una galleria di ritratti di lavoratori e agricoltori della zona del fiume Niger. Il progetto sarà esposto al Festival Rencontres d’Arles 2009 e in diverse occasioni in Francia e in altri Paesi. Tra le esposizioni più significative, ricordiamo il Festival Internazionale di Fotografia Les Rencontres d’Arles nel 2009 e nel 2011, il Musée des Confluences a Lione nel 2010, il Festival ImageSingulières e la recente mostra personale al Museo Nazionale Alinari per la Fotografia a Firenze. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti conferitigli, tra i quali figura la nomina per il Magnum Expression Award 2009, il Grand Prix Sfr 2010 e il premio HSBC 2011.

 

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Battenti, Vito Vagali

La mostra nasce da una ricerca sui riti religiosi cristiani, intrapresa dall’autore da circa un anno, interpretati con una visione insolita e innovativa.

 

Guardia Sanframondi è il luogo dove da oltre quattro secoli si celebrano i Riti settennali dei penitenti in onore dell’Assunta, il lavoro che Vagali ha qui realizzato è costituito da due nuclei, uno interamente dedicato al gesto dei Penitenti: il percuotersi ritmicamente il petto con un cilicio di sughero irto di aculei, fino alla lacerazione della carne; l’altro incentrato sui Misteri: rappresentazioni plastiche che grazie al colore e alla luce catturata dall’autore, restituiscono un’emozione riconducibile alle grandi raffigurazioni sacre.

 

“Ho rappresentato questo rito come ambientato in un teatro all’aperto, dove la gente riempie lo spazio e dove la luce ne enfatizza i gesti e gli sguardi.”

Vito Vagali

 

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