CENTRO FOTOGRAFIA TORINO

06/09/2018 | SAUL LEITER: In Search of Beauty

“I have a great regard for certain notion of beauty even though to some it is an old-fashioned idea.
Some photographers think that by taking pictures of human misery they are addressing to a serious problem.
I don’t think that misery is more profound than happiness”.

 

“Ho un grande rispetto per una certa nozione di bellezza, anche se per alcuni è un’idea vecchio stile.
Alcuni fotografi pensano che scattando immagini della miseria umana essi affrontino un problema serio.
Io non penso che la miseria sia più profonda della felicità”.

 

 

Quando è stato ‘scoperto’, nel 2006, con la pubblicazione del libro, “Early Color”, aveva 82 anni. Lavorava tranquillamente da ben quasi 60 anni: prima in bianco e nero, come fotoreporter, poi passando al colore, negli anni ’50, per catturare il ritmo e l’immobilità delle stesse poche strade intorno al suo appartamento di Manhattan, riprese nei toni morbidi e profondi della pellicola per diapositive Kodachrome.

 

 

A New York, Saul Leiter, classe 1923, arrivò nel ‘46, con l’intenzione di diventare un pittore. Avendo capito già in giovane età che non avrebbe trovato la sua strada nella comunità ebraica in cui era cresciuto, seguì un’altra vocazione, quella di una vita dedicata all’arte. Quando era adolescente sua madre gli regalò una macchina fotografica e in seguito la fotografia divenne parte del suo linguaggio pittorico.

 

 

Foto Colectania è una piccola ma importante galleria di Barcellona. Fino al 21 ottobre prossimo propone una sua retrospettiva, con circa 130 immagini a colori e in bianco e nero.
La galleria, un’ex selleria riconvertita a spazio espositivo, rappresenta un ambiente perfetto per contenere il lavoro di Saul Leiter: uno spazio raccolto, lineare, in cui le persone passano silenziosamente ma a ritmo costante, per vedere le opere in mostra.

 

 

Lungo le pareti della galleria si susseguono le immagini a colori di New York. Lontane dalla street photography iconica della città, raccontano una metropoli in cui il tempo e lo spazio sembrano ovattati, rappresentati attraverso vetri opachi, luci soffuse, neve che cade sulle strade e sulle persone, figure solitarie e sognanti. Altre immagini di Manhattan sono invece in bianco e nero e mostrano una città quasi astratta, dipinta attraverso fasci di luci e geometrie che rivelano lo sguardo del pittore.

 

 

Una parte piccola, ma estremamente interessante dell’opera di Leiter, è poi rappresentata dai nudi, fotografie in bianco e nero, ritratti intimi scoperti di recente, molti dei quali raccolti nel nuovo libro fotografico di Steidl, “In My Room”. Un erotismo languido, privato, in cui le donne ritratte sembrano mostrarsi in tutta la loro verità, apparentemente inconsapevoli di essere fotografate. Il senso della presenza dei soggetti è forte e delicato allo stesso tempo, la pellicola sgranata, i contrasti e le ombre mostrano e nascondono.

 

 

Interessante il contrappunto di citazioni del fotografo riportate sulle pareti.
“C’è un enorme vantaggio a non essere importante” o ancora “In qualche posto segreto nel mio essere c’era il desiderio di evitare il successo.”
Uno sguardo, quello di Leiter, in cerca di una bellezza silenziosa, che vale la pena di scoprire.

 

Fundación Foto Colectania
Passeig Picasso, 14 Barcelona
Tel. (+34) 93 217 16 26
http://www.fotocolectania.org/