CENTRO FOTOGRAFIA TORINO

Piacevolmente Insensibile” di Alessandro Albert “Satunnainen matkailija” (viaggiatore per caso) di Carlo Molino

“Piacevolmente Insensibile” 

di Alessandro Albert, propone una serie di autoritratti che esplorano temi legati all’identità e alla dissociazione emotiva. Attraverso autoscatti intensi e riflessivi, Albert si ritrae in momenti di distacco, offrendo una visione della sua ricerca interiore e del suo rapporto con le emozioni.

La poetica di Albert nei suoi autoritratti è intrisa di un senso di intimità e vulnerabilità. Le sue immagini spesso sfidano il concetto tradizionale di bellezza e si concentrano invece sull’autenticità e sull’emozione. Il suo uso di luci e ombre, così come la scelta delle inquadrature, è studiato per evocare un senso di profondità emotiva e riflettere lo stato d’animo del momento.

Albert esplora anche il tema del tempo, della memoria e della mortalità. Gli autoritratti diventano quindi una forma di auto-documentazione, un modo per catturare non solo l’aspetto fisico ma anche i cambiamenti interiori che avvengono con il passare del tempo

 Satunnainen matkailija” (viaggiatore per caso) ” 

Una serie di ritratti ambientati in Corea del Nord, in cui Molino inserisce la figura di un turista in vari contesti locali dentro una realtà piena di sfaccettature. A partire dalla maestosità brutalista dell’architettura di regime al calore della gente, le imponenti statue dei Kim il verde dei parchi. Le fotografie in gioco con la presenza del viaggiatore negli scenari tipici nordcoreani, creano un contrasto tra l’osservatore esterno e l’ambiente circostante. Questa serie di immagini offre una visione unica su un Paese difficilmente accessibile, nel quale le interazioni tra il turista e il contesto risultano al tempo stesso enigmatiche e suggestive.

Opere piene di ironia pungente e glaciale.

La mostra offre l’opportunità unica per esplorare due percorsi visivi distinti. Il primo sarà incentrato sull’introspezione e sull’autoritratto, permettendo di entrare in contatto con la dimensione più personale e riflessiva dell’artista, con una narrazione che si rivolge verso l’interno, alla scoperta di sé. Il secondo percorso, invece, si focalizzerà su un incontro fortuito con un viaggiatore e la sua interazione con il paesaggio nordcoreano, mettendo in luce il contrasto e la coesistenza tra l’individuo e un contesto culturale e geografico così peculiare. Questi due percorsi, pur nella loro diversità, si intrecciano in un dialogo che esplora il rapporto tra identità, spazio e ambiente.